Era il 4 maggio 2023 quando ci siamo ritrovati per la prima volta. Era il giorno della prima assemblea post-fallimento, esattamente 77 giorni dopo. Eravamo un centinaio. Non c’era una squadra, c’era solo il settore giovanile. Siamo ripartiti da lì. Insieme e uniti. “Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare… percorreremo insieme le strade che portano all’essenza”. Già, così. Prima Damiano Meroni, poi Andrea Martinelli. E ancora “Loco”, e ancora “Rega”. Diversi giovani, qualche giocatore d’esperienza. Un gruppo da costruire. Partendo da uno staff preparato certo, ma soprattutto di cuore, umano, vero. Perché qui le persone vengono sempre prima, vengono sempre sopra. Di tutto, a tutto.
Insieme abbiamo vissuto le prime piccole, grandi soddisfazioni. Trecento persone alle presentazione in Piazza della Chiesa. La prima partita a Sant’Antonino. L’esordio al Riva IV di fronte a più di 1’000 chiassesi. Oltre 500 abbonati in Quarta Lega. Una straordinaria follia, di quelle che ti fanno sentire (di nuovo) vivo. Siamo andati oltre una prima volta, senza fare troppo Chiasso. In Terza Lega.
Lì, dove abbiamo incontrato le prime difficoltà che il percorso ci ha messo davanti. Dovevano arrivare, sono arrivate e ne arriveranno ancora. Per colpe nostre, per merito di altri. Ne siamo consapevoli. Tutti, indistintamente. La strada più sale, più si fa ripida, più è tortuosa, più si complica. Se c’è qualcosa, però, che si trova nel profondo dell’anima di questo Club, quel qualcosa è la capacità di sapersi esaltare nei momenti complicati. Fa parte di Chiasso, fa parte del Chiasso. È uniti, sul punto di precipitare, che abbiamo superato gli ostacoli più difficili. È stato così lo spareggio di Sementina. Emozioni. Pure e uniche, vere e sincere. Una partita, più di 1’000 persone. Una insperata rimonta, una roba da Chiasso. Grazie anche a chi, come Kait, quella sera avrebbe dovuto già essere in vacanza. Grazie anche a chi, come Marto, ha deciso di sposare la causa prima del previsto per l’amore di questa maglia. E siamo andati oltre una seconda volta. In Seconda Lega.
Proprio lì, dove il passato ci imponeva di festeggiare 120 anni di gloriosa storia. Eccome, se li abbiamo festeggiati. Prima e dopo il 16 di ottobre. Con un libro e una mostra che l’hanno esaltata; con una serata che ha scandito i ricordi e ci ha rivolto al futuro. Una serata che ci ha fatto sentire vivi. Ancora più vivi. Sì, abbiamo acquisito forza, abbiamo preso coraggio. Nel frattempo, siamo cresciuti. In campo e fuori. Abbiamo composto un puzzle fatto di tempo, impegno e passione. E di persone. Volontari, amici, tifosi. Gente che ha rilanciato il Torneo Giovanile, per fare solo un esempio. O semplicemente gente che vuole bene a questa società e si vuole bene. Ed è questa la vittoria più bella, di cui andiamo particolarmente fieri.
Come andiamo fieri del “Padu”, che nel giro di un secondo ha “detto sì” subentrando tre giorni prima dell’inizio del campionato. Uno, due, tre. La prima partita in assoluto è stata l’emblema di quello che ci avrebbe riservato il futuro. Carattere, cuore, passione. Rimonta. Abbiamo vibrato insieme. Abbiamo vinto, abbiamo perso. Mai, ad onor del vero, in campionato al Riva IV. E sì, ci tenevamo tanto. È successo, invece, su altri campi del cantone. Prima del Sottoceneri, poi anche del Sopraceneri. Abbiamo imparato, con l’umiltà che ha caratterizzato la nostra storia, qualcosa da tutti. Per il trofeo vinto: ti lasciamo con le lacrime di gioia di chi questa maglia l’ha indossata fin da bambino. Per il trofeo perso: ti lasciamo con le lacrime di tristezza di chi questa maglia l’ha conosciuta solo un anno fa. Grazie calcio regionale. Abbiamo imparato qualcosa da tutti e siamo tornati a vivere emozioni. Ma è tempo di andare oltre. Questa volta Oltre Gottardo.